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VERDI GIUSEPPE
(Un Caso Di Omonimia)
un film di Francesco Paladino
E’ quasi sconcertante vedere con quale
accanimento tutti gli Assessorati alla Cultura, Associazioni Liriche,
Enti Morali, Banche, Sodalizi, Fondazioni, abbiano cercato di dimostrare
il loro più cinico “presenzialismo” nel Centenario della morte di
Giuseppe Verdi.
L’intensità è pari –quasi- alla follia
“giubileistica” che, a ben vedere, è risultata un po’ la prova generale
di questa nuova pompa magna.
In un immenso calderone tra do di petto e
tortellini, il bussiness miete la sua ennesima, illustre, vittima.
In questo clima di “festa a oltranza”,
con un po’ di cinismo e di disillusa amarezza, si pone il mio Verdi
Giuseppe, un esserino sghimbescio a metà tra il selvatico e il geniale
che negli anni ’60 aveva scelto di fare, di essere cantautore ed è
inconsapevole (è un puro il nostro Giuseppe, e ignora quello che tutti
sanno) del grande fardello che il suo nome significa.
Saranno i musicisti dello Studio di
Incisione a svelargli “l’inghippo” e ciò provocherà in lui un trauma
esistenziale. Soltanto molti anni dopo un giornalista musicale (Enzo
Gentile) riuscirà a sapere della sua esistenza e delle sue canzoni,
tanto da tentare di farlo incidere e portarlo in tournè per il mondo
intero.
Ma il nostro Verdi Giuseppe non è uomo
dai grossi principi: si fa dare un acconto e scompare a Cesenatico. Ci
si prova un’altra volta, nel suo periodo peggiore (quello del
trasformismo) a riesumarlo. Ma quello organizza un concerto in una
cantina e poi scompare definitivamente.
Verdi Giuseppe non regge la realtà. La
evita. O la deforma. Bacia tutti. Violenta la moglie e i suoi cani.
Legge elenchi telefonici. Ferma la gente per strada per suonare i suoi
pezzi. Scambia i microfoni per chupa chups e si traveste da Conte di
Montecristo e da Sirenetta.
Verdi Giuseppe cerca -a suo modo-
affetto, ma trova barriere insormontabili; la realtà quotidiana, quella
del mondo discografico gli risulta invivibile, disgustoso e per questo
fugge su di un’isola, dove mangia, beve e fa l’amore.
Il nuovo primitivo che fuma tre sigarette
in una volta quando è nervoso è un pesce guizzante di libertà. Un
fulmine a ciel sereno. E’ l’insondabile che si manifesta e poi subito
scompare.
E’, infine, un ometto comune con la
tegola di un nome grosso grosso. E che vola via perché disgustato dal
sapore del mondo normale.
-
Un finto documentario. Più vero –tuttavia- di molti altri
documentari falsi. Il mondo è quello della musica. Un mondo
schizofrenico e pieno di quella “leggiadria pop” che è altamente
inquinante. Dove tutto può succedere a chi non rispetta…le regole. Verdi
Giuseppe non sa nemmeno se esistono le regole. E se la ride di gusto
camminando sui binari come un novello hobo, come un Pete Seeger o un
Woody Gutrhrie di qua dal Po.
-
-
Questo film è dedicato a Damiano Cucchi e Pino Tosca due purissimi
zaffiri che nulla hanno a che fare con la cultura del Grande Fratello.
Grazie a tutti quelli
che hanno dato il loro contributo. Senza di loro il V.G. non avrebbe
potuto starnazzare.
GREEN JOSEPH
(A Case Of Omonimia)
a film of Francis
Paladino
E' almost puzzling see
with which fury all the Assessorati to the Culture, Lyric Associations,
Moral corporate body, Banks, Sodalizi, Foundations, has tried to show
the them more cynical "[presenzialismo]" in the Centennial of the death
of Green Joseph.
The intensity is equal
to the folly "giubileistic" that, to well see, the general proof of this
new great pomp has resulted a little bit.
In an immense cauldron
between I give of breast and little guitars of the Avion Travel, the
bisness reaps his new, illustrious, victim.
In this climate of
"party" with some cynicism and of disenchanted bitterness, is set my
Joseph Greens, a little man to half between the wild and the genial that
in the years '60 had chosen of behavior, of be singer songwriter and he
is unaware (it is a pure our Joseph, and he ignore what everybody knows)
of the big burden that his name means.
The musicians of the
Study of Incision will be to reveal the "the swindle" and that will
provoke an existential trauma in him. Only many years after a musical
journalist (Enzo Gentile) will be able to know of his existence and of
his songs, so much to try to do it affect and carry it in tournè for the
whole world.
But our Joseph Greens
are not man from the big beginnings: he/she/it/you is made give an
advance and he disappears to Cesenatico. Here try an other time, in his
worse period (that of the traformer) to exhume it. But that organizes a
concert in a wine cellar and he then disappears definitely.
Green Joseph doesn't
hold up the reality. He avoid it. Or deform it. He kiss all. Violent
the wife and his dogs. He reads telephone directories. Service the
people for road for play his pieces. He change the microphones for
chupa-chups and he you disguises itself from Count of Montecristo and
from Walt Disney's Sirenetta.
Green Joseph looks for-
I like can- feign, but he find insurmountable barriers; the daily
reality, that of the discographic world results him pernicious and one
"shit" and he that's why runs away on of an island, where he eat, he
drinks and he makes love.
The new primitive that
smokes three cigarettes in once when he is nervous a quivering fish of
liberty is. A lightning to sky serene. Is the unfathomable that are
revealed and then immediately disappears.
Is, finally, a common
little fellow with the tile of a big big name. And that yhe fly away
because disgusted from the taste of the normal world.
- A false documentary.
More true- is true- of many other false documentaries. The world is that
of the music. A schizofrenic world and full of that "loveliness pop"
that highly polluting. Where everything could happen to whoever he don't
respect the rules. Green Joseph doesn't know not even one exists the
rules. And if taste she laughs at walking hobo on the platforms like a
bridegroom, like a Pete Seeger or a Woody Gutrhrie from here from the
Po.
-
- This film has devoted
to Damiano Cucchi and Pino Tosca two pure sapphires that nothing has to
that behavior with the culture of the Big Brother.
Thank you to all those
that they have given their contribution. Without them the V.G.could not
have fluttered.
GIUSEPPE VERDI
APOCRIFO
1
v.f.c.
(immagini dell’epoca anni ’60 di una vecchia casa discografica, poi
un bidone di nastri, poi di persone che leccano una busta e la mettono
nella cassetta delle poste. La v.c.f. è magniloquente e assolutamente
fuori moda)-
Nei magazzini della famosa Casa discografica VITTOR, etichetta tra le
più conosciute negli anni '60, sono emersi -quasi fantasmi di un'epoca
ormai leggendaria- una quantità impressionante di nastri inediti di
molti musicisti italiani che -alimentati dalla passione- inviavano i
loro elaborati sonori alla grossa azienda multinazionale nella speranza
che qualcuno li ascoltasse.
2
v.f.c.
(si apre un cassetto di
un classificatore ed una mano estrae un fascicolo con scritto, in
copertina Vittor/Petruzzella. Immagini dell’epoca di Poliziotti che
fanno fuoriuscire alcuni barboni dalle case)
Il ritrovamento ha
una curiosa genesi: tutto nacque -infatti- dalla famosa vertenza VITTOR-
Petruzzetta, proprietario dei locali che, a seguito della crisi del
settore, iniziò una procedura di sfratto per morosità terminata con
l'intervento delle Forze dell'Ordine.
3
v.f.c.
(fotografia
dell’appuntato Carovetere)Proprio l'appuntato CAROVERDE MARIO
nell'eseguire l'ordinanza dell'allora Pretore Onorario Dott. Azzoleni,
"trattenne per sè" per... accertamenti quelli che divennero famosi al
mondo intero come "PRINCIPESSA TAPES".
4
v.f.c.
(fotografia di Carovetere con in mano due neonati. Poi fotografia dei
due bambini vestiti da poliziotti; foto della scuola Maria Grazia
Deledda; fotografia figurine Panini; fotografia di Alessandro Dostoie)
L'appuntato CAROVERDE era padre di due bambini: MIMMO e SALVATORE
CAROVERDE entrambi allievi della Scuola Elementare Grazia Maria Deledda.
I due adolescenti, pare ormai chiaro, che barattarono i "Principessa
Tapes" con 12 figurine dei calciatori Panini con il figlio del
edicolante ALESSANDRO DOSTOIE
5
v.f.c.
(immagini di un carrettino dell’anas (pulizia); giornali nella
discarica; pacco di giornali davanti a pescheria. Fotografia di Franco
Caretti. Mani che mettono pesci nel pezzo di giornale)
-Nello scaricare i
quotidiani del giorno prima il famoso nastro finì in una copia del
quotidiano locale. Il giornale fu acquistato a peso da CARETTI FRANCO,
titolare del banco di pesce "MARE VIVO"per l'esplicito uso di
confezionare pacchetti ai suoi clienti. Fu così che un pezzo di quel
quotidiano ed il famoso nastro finì per avvolgere le seppie del
giornalista musicale ENZO GENTILE.
6
Enzo Gentile
(Enzo Gentile è un famoso
giornalista musicale italiano; scrive su Repubblica e Vogue; ha
esperienze cinematografiche e ha accettato di recitare…se stesso nel
film. La ripresa è effettuata in una stanza colma di cd e dischi. Ha
autorizzato le riprese a casa sua.)
Quando mi consegnarono le seppie quel giorno capii subito che vi era
qualcosa di strano. Si agitavano convulsamente come fossero consci di
qualcosa di assolutamente angosciante.
Guardai bene tra il loro
liquido nero e trovai il nastro. Capii subito che si trattava di qualche
cosa di importante. Dopo averlo messo ad asciugare non attesi nemmeno un
minuto e lo ascoltai. così per la prima volta sentii l'incredibile voce
di Giuseppe Verdi.
TITOLI DI TESTA
(qui scorrono i titoli di testa)
7
Enzo Gentile
(è un’intervista e pertanto è lui che parla nel suo studio)
Allora non sapevo ancora nulla di Verdi. Sentii quella voce e mi parve
un miracolo, quasi che Leadbelly avesse imparato l'italiano e cantasse
poesie di sole, amore e tradimenti. Un misto di Woody Guthrie e Pete
Seeger in un sugo di tortelli acidi.
Dall'etichetta sbiadita
intuiii il suo nome. Lessi "Giuseppe Verd....". Pensai si trattasse di
uno scherzo. Il simbolo del cane e del magnetofono eliminarono ogni
dubbio: si trattava di un master VITTOR. Mi ricordai che conoscevo la
vecchia segretaria della Vittor che con me era stata sempre carina; così
mi recai da lei.
8
Marina Iesoli- SEGRETARIA VITTOR
(dietro scrivania con telefoni e pratiche)
In effetti Enzo venne una
mattina con gli occhi stralunati. Al primo momento pensai che volesse
riabbordarmi. Invece mi chiese se avevo conosciuto un certo Giuseppe,
Giuseppe VERD...Capirete a quei tempi centinaia di giovani autori
inviavano i loro nastri nella speranza che qualche autore, chessò Little
Tony, Caselli o Reitano li intrerpretasse. Mi ricordo che
l'ex-magazziniere teneva un libro con nomi e cognomi ed indirizzi.
9
MARINO GOLA
(davanti a un piatto di pastasciutta mangia mentre parla)
Il libro giornale lo
aggiornavo io. Mano a mano che quella merda arrivava io la segnavo qui
sul libro. Dubito che qualcuno l'avesse mai ascoltata.
10
MARINA IESOLI
(La segretaria mostra una sedia assolutamente anonima)
Enzo si mise lì, proprio lì, ricordo su quella sedia ed iniziò a
sfogliare il libro-mastro. Restò lì per più di cinque giorni. Fino a che
lo sentii urlare. Mi accorsi che il suo gemito di piacere nei confronti
delle sue patners non era molto diverso.
10
ENZO GENTILE
(con su una cuffia stereo, mentre guarda la posta)
Fu un'emozione ritrovare,
scritto con calligrafia incerta, il nome di GIUSEPPE VERDI. Il libro
riportava data di nascita e indirizzo al quale eventualmente poteva
essere ritornato il nastro.
11
IVANI GLADIMIRO CASAMONTI
(altro critico musicale, ha accettato di interpretare sé stesso)
Enzo mi telefonò eccitato.
Mi disse se io, che abitavo da quelle parti, conoscevo un cantautore di
nome Giuseppe Verdi. pensai che stesse scherzando e lo mandai a fare un
culo.
11
GENTILE
(davanti alla sua scrivania mano a mano che parla, gli gettano dei cd
da recensire)
Ivano fu un gentiluomo con
me. Appena seppe che ero interessato a saperne di più disse: la mia casa
è la tua.
12
CASAMONTI
Piombò qui alle nove di sera ed iniziò a mangiare tutto quello che
trovava. Finalmente mi mostrò il nastro e disse: " Tu non sai cosa
c'è qui dentro?" In effetti non lo immaginavo e non me ne fregava un
cazzo.
13
GENTILE
Ivano appena vide il
nastro lo volle sentire. Rimase impietrito. disse "Questo dopo il
ritrovamento dell'Arca è l'evento storico più importante del millennio.
14
v.f.c.
(si vede Giuseppe Verdi, interpretato da Damiano Cucchi che si
autofilma in moto accellerando sempre di più fino a che no vola via)
Questo rarissimo reperto, che alcuni sostengono abbia girato Verdi in
persona, riporta il tragico incidente in moto che Verdi subì. Era forse
un modo per mettersi in concorrenza con Bob Dylan e con i suoi BASAMENT
TAPES?
15
Mirella-Reitano fidanzata di Enzo Gentile
(è la produttrice ed ha accettato l’invito di recitare sé stessa. Mentre
si sta depilando)
Mi ricordo che Enzo non
tornò a casa per diversi giorni, alimentando la mia gelosia. Mi
telefonava dicendomi "Ci sono quasi" ed io interpretavo maliziosamente.
16
DISCOGRAFICO VITTOR
( Si tratta di un vero
discografico di una nota etichetta milanese che ha accettato di recitare
il suo stesso ruolo. Ripreso in giacca e cravatta davanti ad un
televisore che invia dati della borsa)
Sì, si presentò Enzo con
quel tipo. Enzo era irriconoscibile. Barba lunga, occhi rossi. Verdi era
invece diafano e rideva. Sembravano in acido. Mi disse che era riuscito
a trovarlo su di una panchina mentre lo mostrava ad una vecchia. Mi
lasciò un promo ma io sinceramente non lo sentii mai.
17
GENTILE
(in un giardino con cuffia ed un cd-player portatile; cammina e
parla, indica la panchina)
Lo avevo trovato su di una panchina in un momento di privacy. Mi
presentai e lui mi baciò subito. Gli chiesi se mi poteva cantare una
canzone. Gli brillarono gli occhi. Iniziò a suonare PRINCIPESSA. Lo
ripresi con una telecamerina portatile.
18
IMMAGINI da una
telecamerina digitale di G.Verdi che SUONA PRINCIPESSA
19
v.f.c.
(le riprese sono del vero e vecchio producer americano Art Lougoff
effettuate durante un’intervista. Ha autorizzato che venissero…stravolte
per questo falso documentario)
Fu grazie
all'interessamento del noto critico musicale che Giuseppe Verdi ottenne
un appuntamento con ART LOUGOFF allora importantissimo impresario,
creatore del Village Vanguard di NY ove suonarono Pete Seeger, Nina
Simone e Billie Hollliday
Ebbi il nastro una mattina
di settembre che brillava il sole. Dio! Misi il nastro nel registratore
e rimasi a bocca aperta. Era una furia della natura. Modulava come fosse
Memphis Slim. Lo inserii subito in cartellone ma poi successe quello che
voi tutti sapete.
20
DISCOGRAFICO VITTOR
Fissammo le sedute di registrazione per il 12 agosto. Ma Giuseppe non si
presentò mai. Arrivò invece una cartolina da Riccione con scritto "Qui
si sta bene e si scopa da Dio."E null’altro.
21
V.F.C.
(filmati d’epoca con Verdi che suona la batteria,gira in bicicletta,
balla ritmi sudamericani)
Giuseppe Verdi non si
presentò mai alla session che Gentile aveva così fortemente voluto. Si
fece dare un acconto e nessuno lo vide più. Alcuni dicono che iniziò
una carriera da batterista. Altri lo videro sui viali su di ina
bicicletta. Altri ancora ballare ritmi sudamericani in una stazione
della metropolitana.
22
GENTILE
(in studio davanti al tavolo sempre più pieno di cd)
Quella che doveva essere
la risposta alla fortuna che batteva alla porta, divenne il silenzio, il
niente.
22
Immagini di Verdi che cammina solitario
in mezzo ad un bosco
23
v.f.c.
(parco e Verdi che gira intirizzito. Verdi sui binari del treno che
canta blues)
Sicuramente per Giuseppe
Verdi iniziò un periodo di crisi interiore. Tutto si trasformò in un
gelido inverno. Vivendo ai margini della società e del progresso. Alcuni
dicono di averlo visto sui binari cantare i blues rurali, altri ululare
alla luna, ebbro di vita.
24
TULI KUPFENBERG (FUGS)
(è il noto cantante rivoluzionario di N.Y. Ha accettato di
partecipare).
Ricordo che in un bagno
pubblico, mentre stavo facendo i miei bisogni ho sentito un giovane
fischiare un ritmo che faceva "principessa della vita...." Io non capivo
l'italiano ma ugualmente ho imparato a canticchiare questo motivetto. e
non riuscivo a smettere. Mi voltai verso di lui e lui schivò il mio
getto e sorrise. Non l orividi più anche se ritornai spesso in quel
pisciatoio.
25
Enzo Gentile
(nella sua casa. C’è una grossissima pila di cd e ne continuano
quasi…a piovere)
Avevamo studiato la
scaletta del disco: Principessa, Emilia, Cow-Boy, Roberta...avevamo già
trovato i session man.
26
Tony Face (session man,)
(è il batterista del noto gruppo musicale Not Moving. Ha accettato di
partecipare.)
Provammo nel suo garage
due pezzi. Era affamato. E anche ingordo. Lo fermammo in tempo mentre si
apprestava a mangiare il microfono. Diceva "Lasciatemi succhiare questo
chupa-chups". Fu quella volta che uno di noi, per scherzo gli disse
"Smettila se non ritorni a fare la LIRICA".
27
Enzo Gentile
Rimase sconvolto quando
apprese di avere il cognome uguale al più celebre compositore italiano.
Ricordo che disse una sola cosa "Mia madre è una stronza".
28
Mirella Reitano,fidanzata di Gentile
(sta scolando la pata)
Enzo provò a cercarlo
telefonicamente, sulle panchine, nelle osterie, aveva già preparato la
tournèe per l'uscita del 33 giri. Sparito, letteralmente sparito. La
Vittor non volle rischiare di fare uscire un disco senza poter
programmare i concerti promozionali. Abbandonò il progetto. E abbandono
anche Giuseppe al suo destino.
29
Art Lougoff
(Sul pavimento che sta guardando la sua
raccolta di lp
Vedere questi dischi?
Avevamo programmato la registrazione "live" di Giuseppe Verdi. C'era
tutto pronto. Un vero peccato.
30
A.PSICOLOGO
(uno psicologo vero. Nel suo studio)
Giuseppe mi spiegò che non
sapeva davvero di avere un omonimo così famoso. Ed indicò quel motivo
per giustificare il suo insuccesso. Cercai di convincerlo che era lui il
vero Giuseppe Verdi. Lo incoraggiai perchè il suo "IO" si affermasse su
tutte le paure. Ma il problema fondamentale era la sua prostata.
31
II°Session man (Rhino da
byker)
(barbuto vestito di pelle, su Harley-Davidson)
Chi Giuseppe? Era
fantastico. Quando provò quella “robetta” incominciò a gridare che
avrebbe fatto all'amore con tutti quanti gli fossero capitati sotto
tiro. E lo fece.
32
Prete
(un attore vestito da prete, con voce emozionata)
Giuseppe era cattolico
senza saperlo. Quando mi fece sentire il suo “pezzo”… provai qualcosa
proprio che mi saliva fino all'anima, incredibile.
33
Enzo Gentile
(nel parco)
Un giorno per caso ripassai là, intendo vicino alla panchina. Vi era una
donna con un pacchetto in mano. Era la moglie di Giuseppe.
34
ADA (moglie di Giuseppe)
(è ora di una certa età. Un viso scavato ma buono.
Attendevo lì da almeno cinque mesi, tutti i giorni. Se non facevo quello
Giuseppe diventava violento con me ed i cani.
Fu un piacere parlare con Gentile e gli consegnai tutti i filmati di
Giuseppe. Che aveva girato lui, intendo dire. Enzo insisteva per vedere
Giuseppe. Ma Giuseppe si vergognava. Così insieme inventammo quell'idea.
35
Enzo
(nella vasca da bagno immerso nei cd)
Sì fu un'idea che venne a
me e ad Ada. Gli dicemmo che non era mai esistito nessun altro Giuseppe
Verdi, che lui era l'unico Verdi sulla faccia della terra. E ceh il
mondo intero lo attendeva e che era considerato una leggenda vivente.
36
Ada
Giuseppe era commosso. Ma
era profondamente diffidente. Iniziò a leggere tutti gli elenchi
telefonici che gli capitavano a tiro. Trovò una famiglia Verdi a Villa
S.Agata in provincia di Parma. In quel momento ebbi paura che avesse
scoperto il nostro inganno. Tuttavia era euforico e pensava che era
finalmente giunto il momento di presentarsi in pubblico. Era la
timidezza a bloccarlo e proprio per la sua timidezza iniziò il suo
periodo di "trasformismo".
37
Gentile
(In accappatoio mentre si phona i capelli)
Pretese di iniziare la sua
tournèe da Villa S.Agata, quasi un rito di purificazione. Questo è il
documento visivo che ho girato in quella evenienza.
38
filmato di G.Verdi che si
reca a villa S.Agata e i parenti di Verdi escono dal cancello invitando
la troupe a terminare questa “pagliacciata”.
39
PSICOLOGO
(nel suo
studio)
Il
rifiuto della famiglia Verdi provocò in Giuseppe un profondo trauma. Era
come si vedesse rifiutato dalla sua stessa famiglia. Si trattava di
voler affermare il suo "io pensante" e di ritrovarsi davanti ad un "io
immanente" che non era lui. Da qui si fece più saldo il suo
trasformismo.
40
(Si vede
Verdi, vestito da Conte di Montecristo che esce da un tombino)
v.f.c. di Enzo
Gentile
Esistono
registrazioni di Giuseppe Montecristo. Era un vero HOBO che preferiva il
blues.
41
ADA
Fui veramente preuccupata quando
Giuseppe affrontò nuovamente il suo disturbo di personalità. Nostra
figlia soprattutto bruciò tutti i film di Walt Disney.
41
(sulle ultime parole di Ada si vede g.Verdi
vestito da Sirenetta con una voce di bambina che canta una canzone da
tratta dai film di Disney)
42
ART
Lougoff
Fu Bob Dylan a dirmi "Ehi Art tu ti stai
perdendo il fenomeno del secolo" Io alzai gli occhi e dissi "Ehi Bob i
tempi sono cambiati"
43
Gentile
(apre una porta
e gli volano addosso molti cd)
In
effetti i tempi erano cambiati. Hip-Hop, Trance, Grind Core, Exotica.
Tempi duri per Verdi. Mi ricordo che riunì una sera pochi intimi nella
sua cantina e suonò tutta notte. poi sparì definitivamente e Dio solo sa
dove si trova.
44
Francesco Paladino
(la telecamera
da un paesaggio si volta su sé stessa e riprende il regista
Mi
telefonarono quella sera. Dissero "Francesco non puoi mancare, porta la
videocamera. Io la portai.
45
Immagini
di un concerto di Verdi pieno di fumo in una affollata cantina
condominiale)
46
Ada
Mio marito dov'è? Non lo so.
Probabilmente su di un'isola. guarda il cielo ed il mare. Mangia
aragoste e fa l'amore tutto il giorno. sei stato grande Giuseppe. Si,
sono felice Io lo aspetterò sempre su questa panchina dove ci siamo
incontrati e dove mi ha violentata. Ti amo Giuseppe.
FINE
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